Bentornata/o alla realtà: dopo due settimane di nonne, zii, lasagne e panettoni, ecco cosa ci rimane: mailbox straripanti, jeans troppo stretti, innumerevoli buoni propositi e nessuna voglia di realizzarli. Sì, siamo tutti nella stessa barca.
Ma noi, come indiscussi eroi del pianeta Groweb, siamo qui per distogliere la tua attenzione da un quadro tanto drammatico. Come? Indirizzandola su qualcosa di più interessante – ad esempio, un’indagine sull’impatto dei Color of the Year di Pantone nel marketing.
In particolare, le nostre curiose menti si sono arrovellate chiedendosi: davvero tutti i vestiti del 2025 saranno marroni? E i feed Instagram? Le copertine dei libri? Le borse? I cartelloni pubblicitari? Sarà davvero tutto marrone, solo perché lo ha deciso Pantone?
Ecco: di seguito, un tentativo di risponderci e risponderti – e di non pensare al fatto che no, non ci siamo ancora iscritti in palestra. Incredibile ma vero: il Mocha Mousse è la medicina contro il mal-di-gennaio. L’avresti mai detto?
Chi è e cosa fa Pantone
Fondato nel 1963 da Lawrence Herbert, Pantone LLC è un brand statunitense specializzato nello sviluppo di tecnologie per l’identificazione, la catalogazione e la standardizzazione dei colori. A determinare, sin dal 1965, il successo dell’attività, fu la creazione del Pantone Matching System (PMS – acronimo infelice, siamo d’accordo), sistema che attribuisce un numero a ogni colore, trasformando le sfumature cromatiche in un linguaggio universale.
Pantone Color Institute e Color of the Year
Il Pantone Color Institute è una divisione speciale di Pantone LLC, creata con l’obiettivo di analizzare le tendenze e offrire consulenza strategica alle aziende. Nel tempo, l’istituto ha acquisito diversi compiti: uno tra i più importanti, che svolge dal 2000, è quello di decretare il famoso Color of the Year.
Ma come e in base a cosa viene scelto, ‘sto colore dell’anno? Siamo tentati di rispondere a caso e uscire di scena in modo teatrale. Ma mentiremmo. In realtà, la selezione è il frutto di uno studio complesso e articolato, che si protrae per diversi mesi.
Durante l’anno, il team Pantone si riunisce regolarmente per raccogliere dati e discutere dei trend emergenti e delle loro evoluzioni. Osserva cosa è in voga sui social network, sulle passerelle, al cinema e in TV, e si rivolge a psicologi esperti per esaminare l’umore e il comportamento dei consumatori.
Facciamo un esempio: il Color of the Year 2025 è il marrone Mocha Mousse. Perché? Il CEO di Pantone lo ha scelto per celebrare il suo amore per i budini al caffè? NO. E allora? Alcuni motivi, più plausibili di un’ode al budino, potrebbero essere:
- il crescente interesse per i temi legati alla sostenibilità: il colore dell’anno è caldo e accogliente, e richiama diversi elementi naturali (terra, sabbia, argilla, pietra…);
- la ricerca di comfort e sicurezza: dopo le difficoltà date dalla pandemia, dalle guerre e dalle recenti crisi economiche e geopolitiche, il pubblico ha bisogno di stabilità. E, secondo la psicologia dei colori, il Mocha Mousse risponde a questa esigenza, trasmettendo equilibrio e serenità.
Del resto, nel suo sito web, Pantone definisce il Mocha Mousse come «un marrone tenue e rilassante, che fa eco al nostro desiderio di comfort e piaceri semplici» e «dona un senso di armonia in un mondo in continua evoluzione».
Le collaborazioni con Pantone
Ogni anno Pantone collabora con diversi partner internazionali per la promozione del Color of the Year. Ciascuno di essi si impegna a creare una linea di prodotti ad hoc, e questo offre un vantaggio doppio e bilaterale: gli articoli pubblicizzano il colore, e il colore pubblicizza gli articoli. Qualche esempio?
2025: Motorola x Pantone Mocha Mousse
Nel 2025, il Motorola Razr 50 Ultra e il Motorola Edge 50 Neo si tingono di Mocha Mousse. Con un esplicito riferimento agli ideali green, gli smartphone x Pantone sono realizzati con finiture in pelle vegana, materiali biologici e fondi di caffè.

2024: TEALEAVES x Pantone Peach Fuzz
Nel 2024, TEALEAVES ha dedicato una miscela artigianale al Peach Fuzz, «una tonalità di pesca delicata e morbida il cui spirito onnicomprensivo arricchisce l’anima, il corpo e la mente».
Riprendendo il simbolismo di Pantone, il brand canadese descriveva il nuovo tè alla pesca come «un abbraccio caldo e accogliente, miscelato con estratti vegetali di alta qualità per supportare il sistema immunitario, migliorare l’umore e offrire momenti di benessere».

2023: ARTECHOUSE x Pantone Viva Magenta
Nel 2023, la divisione creativa di ARTECHOUSE diede vita al Magentaverse: una mostra multisensoriale pensata per consentire l’esplorazione immersiva del Viva Magenta, Color of the Year per il suddetto anno.
L’installazione, aperta al pubblico di New York, fu descritta come «uno splendido viaggio cinematografico attraverso un universo di colori euforici», e ottenne un notevole successo.

2022: Microsoft x Pantone Very Peri
Sottolineando l’importante ruolo di Pantone nel design digitale, nel 2022 Microsoft sviluppò diversi prodotti, come sfondi Teams e Windows, un tema Edge e un modello PowerPoint, in Very Peri, colore «dall’attitudine vivace e gioiosa, che incoraggia la creatività e la fantasia».

Il colore Pantone influenza davvero le campagne marketing?
Veniamo quindi al nocciolo della questione: il colore dell’anno influenza marketing, moda e design in modo assoluto e decisivo?
La (nostra) risposta è nì. Se è vero che la proclamazione del Color of the Year condiziona, in parte, le scelte pubblicitarie (come multinazionale multimilionaria, Pantone ha ed esercita il potere di influenzare le masse), è vero anche che la stessa selezione si basa sull’analisi dei trend di marketing, moda e design – ed è, quindi, a sua volta condizionata.
Motorola non ha creato una linea di smartphone Mocha Mousse per spirito di cortesia: lo ha fatto perché, secondo le sue indagini, il pubblico la comprerà. E lo stesso vale per tutti: l’uso dei colori Pantone non è dovuto al desiderio di uniformarsi alla scelta di un soggetto terzo. È, piuttosto, una strategia di vendita basata su minuziose indagini di mercato.
Crediamo, perciò, che sarebbe più corretto affermare che l’iniziativa di Pantone non ha lo scopo di dettare nuove tendenze, ma di esprimere quelle già esistenti e radicate nei desideri, nei bisogni e nelle preferenze dei consumatori.
E, quindi, la situazione si capovolge. Non siamo noi che, nel 2025, ci vestiremo di marrone perché Pantone ha scelto il Mocha Mousse: è Pantone che ha scelto il Mocha Mousse perché, probabilmente, noi ci vestiremo di marrone – magari in palestra?

