AI Overview Google: è finita la SEO?

a sinistra il titolo dell'articolo: "AI Overview Google: è finita la SEO?". a destra l'immagine stilizzata di un robottino con un cellulare e il logo di google

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L’AI continua ad evolversi – ma, contro ogni pronostico di Steven Spielberg, sembra non essere particolarmente interessata alla generazione di avidi robot umanoidi smaniosi di conquistare il pianeta. Piuttosto, pare che le piaccia stravolgere la Google SERP

Se stai pensando: meglio così, evidentemente non sei unǝ SEO Specialist (fortunellǝ!). Ma, senti senti, se invece rientri nella sciagurata categoria, don’t panic (e soprattutto don’t buy a flight for un luogo remoto e lontano dalla tecnologia): il tuo lavoro non è finito. Ebbene, la SEO non è morta con AI Overview Google. Ha solo cambiato volto. 

Lo giuriamo: non c’è trucco e non c’è inganno. È la vera verità. E possiamo argomentarlo – devi solo continuare a leggere.

Cos’è e come funziona l’AI Overview di Google

Per cominciare: cos’è e cosa fa AI Overview di Google?

In sostanza, si tratta di una funzione che arricchisce la SERP offrendo all’utente una risposta immediata, generata automaticamente sulla base dei migliori contenuti disponibili online, alla sua query. Google sfrutta gli algoritmi tradizionali per identificare le pagine più autorevoli e tecnicamente ottimizzate, e sintetizza poi le informazioni in un testo coerente (sistema RAG) da presentare in alto alla Search Engine Results Page. La cosa interessante è che le fonti sono sempre citate: se, dunque, il tuo articolo viene scelto per la generazione della risposta, il link apparirà sulla parte destra dell’AI Overview.

Attualmente, in Italia e nel resto dell’Europa l’intelligenza artificiale offre risposte esclusivamente testuali. Ma in America è già arrivata allo step successivo includendo immagini, video e materiali multimediali. Naturalmente, è solo questione di tempo prima che l’aggiornamento tocchi le nostre SERP: perciò è importante prepararsi da subito.

Come essere citati da AI Overview Google

E dunque: come si fa ad essere scelti come fonte dall’AI Overview di Google? Ottimizzare le keyword è fondamentale, ma non sufficiente (ahinoi). Serve un approccio esauriente, che consideri i vari pilastri dell’EEAT (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness).

Experience

Innanzitutto, è bene dimostrare l’esperienza diretta dell’autore sull’argomento trattato. A Google non basta che il testo sia corretto e informativo: vuole sapere che chi scrive conosce davvero ciò di cui parla.

Per provare la propria experience, può essere utile

  • inserire esempi pratici, casi studio e/o screenshot reali;
  • usare supporti visivi come fotografie, grafici e tabelle personalizzate;
  • firmare l’articolo con nome e ruolo dell’autore.
grafico ironico che mostra la relazione proporzionale tra imprecazioni (degli addetti alla SEO) e modifiche nei paradigmi SEO

Expertise

L’expertise è il livello di competenza tecnica e professionale dell’autore o del sito. Prima di citare una fonte, l’AI Overview di Google vuole assicurarsi che lo scrittore sia qualificato a parlare del tema specifico.

Può essere dimostrata

  • con informazioni chiare sull’autore (qualifica, ruolo, esperienza);
  • utilizzando strumenti come schema.org per marcare autore e azienda;
  • citando fonti e dati autorevoli;
  • curando la coerenza semantica (se il tuo sito parla sempre dello stesso argomento, è più probabile che Google lo riconosca come esperto del settore).
immagine ironica che recita: "informazioni chiare sugli autori groweb: siamo simpatici"

Authoritativeness

L’autorevolezza misura quanto un autore, un brand o un sito web sia riconosciuto come un punto di riferimento nel suo settore. In pratica: quanto se ne parla bene online. Chiaramente, Google predilige le fonti che abbiano una reputazione consolidata – testate note, aziende citate altrove, professionisti attivi e riconoscibili.

Si può costruire

  • ottenendo citazioni e menzioni da altri siti del settore (tramite collaborazioni, interviste, guest post, etc.);
  • partecipando e/o organizzando eventi, webinar e corsi condivisibili online;
  • creando contenuti di alto valore, che gli altri linkano spontaneamente;
  • curando il profilo Google Business o Wikipedia;
  • promuovendosi coerentemente sui diversi canali.
immagine ironica che mostra i contenuti di alto valore di groweb (gli articoli del blog) con rimando al blog

Trustworthiness

Infine, il criterio di trustworthiness si riferisce a quanto un contenuto è affidabile, trasparente e sicuro. È il più trasversale e importante dei pilastri: se sei esperto e autorevole ma non ispiri fiducia, né l’AI Overview né gli utenti ti premieranno.

Puoi rafforzare la tua attendibilità online

  • usando un protocollo HTTPS e un design professionale nel sito web;
  • inserendo la data di pubblicazione e aggiornando periodicamente le informazioni;
  • indicando fonti chiare e verificabili per ogni affermazione;
  • mostrando chi c’è dietro al contenuto: autore, azienda, persone reali.
immagine ironica che recita: "chi c'è dietro ai contenuti di groweb: copywriter e seo specialist amanti dei gatti"

AI Overview e KPI: Zero Click Searches

Con l’introduzione di AI Overview Google, la rilevanza di due particolari KPI (click e traffico organico) appare ridimensionata. 

I riassunti, infatti, possono generare diverse Zero Click Searches. Ovvero: il tuo contenuto è okay, viene usato come fonte e citato. Di fatto, l’utente lo legge, ma direttamente dall’Overview, senza entrare sul tuo sito web. Gli Analytics, quindi, registrano zero click e nessun traffico organico – nonostante l’effettiva fruizione e le ottime prestazioni in termini di visibilità.

Sarà dunque necessario:

  • prendere consapevolezza del nuovo ecosistema e individuare Key Performance Indicator idonei;
  • creare contenuti di reale valore, capaci di fornire approfondimenti e informazioni che l’AI non possa riassumere con facilità – così da indurre al click ed evitare l’eccessivo crollo del traffico organico.

GEO per AI Overview Google

Appurato che la SEO tradizionale è necessaria per sopravvivere al nuovo modo di fare ricerca, possiamo dire che la pratica dovrebbe, oggi, essere affiancata (bada bene: NON sostituita!) da un altro tipo di attività: la GEO (Generative Engine Optimization).

La GEO non ottimizza per la SERP, ma per l’intelligenza generativa che elabora le risposte – in questo caso, l’AI Overview di Google. Si concentra, dunque, maggiormente sugli intenti di ricerca e sulla creazione di elementi visivi e strutturati, anticipa le domande con sezioni FAQ e dati statistici, sfrutta apposite piattaforme per aiutare l’AI a comprendere il significato di ogni elemento.

Ma ricorda: se, alla base, la pagina non è ottimizzata per keyword pertinenti, nessuno la troverà – neanche Google.

AI Overview Google ha ucciso la SEO?

In sintesi: no, AI Overview Google non ha ucciso la SEO. Ha solo stravolto la sua routine (come se non fosse già abbastanza complesso starle dietro 🫠). Fortunatamente, il nostro team SEO è ben abituato ai cambiamenti – del resto, l’evoluzione del digitale non ci ha mai dato tregua.

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