Dopo l’omicidio di George Floyd, il movimento Black Lives Matter è esploso su Instagram. Durante la pandemia da Covid-19, l’hashtag #StayHome è stato utilizzato per promuovere la responsabilità sociale e il rispetto del lockdown. Nel 2021, le azioni di GameStop hanno toccato record incredibili grazie a una serie di post su Reddit.
Ancora, nel 2020 Donald Trump ha sfruttato la sua popolarità su Twitter per influenzare la campagna elettorale. Due anni prima, Greta Thunberg ha digitato #ClimateStrike per organizzare scioperi globali contro l’inquinamento. In questo momento, video che ritraggono le condizioni di Gaza sensibilizzano e informano il pubblico di TikTok.
È chiaro: i social non sono un semplice intrattenimento. Sono potenti armi politiche e culturali. Veicolano messaggi, idee, opinioni. Ecco perché la tua azienda non può farne a meno.
Se vuoi che le persone ti riconoscano, che si fidino di te, che si trasformino in clienti attivi e affezionati, devi parlare con loro. Devi conquistare i loro cuori raccontando quali valori e ideali motivano il tuo operato e accompagnano la tua quotidianità. Come? Con la comunicazione sui social media. Continua a leggere per saperne di più.
A cosa serve la comunicazione sui social media
Per crescere e restare competitiva, ogni impresa ha bisogno di una buona comunicazione sui social media. Pensa ai grandi marchi come Nike, Netflix, GoPro, Lego e Coca-Cola: sarebbero quello che sono senza Facebook, Instagram e Youtube? Probabilmente, no.
P.S. Se vuoi approfondire alcune delle loro storie, vai avanti di qualche paragrafo.
Essere presenti e attivi sui vari canali consente di farsi conoscere, di consolidare la propria immagine e di emergere tra i competitor. È importante, perché esistono migliaia di aziende che vendono quello che vendi tu – ma con la giusta strategia, puoi convincere i consumatori a scegliere te. Puoi diventare 2Pac in un mondo di Post Malone.
Grazie alla natura interattiva delle piattaforme, la comunicazione sui social media favorisce le relazioni. Puoi rispondere alle domande, fare sondaggi, chiedere opinioni e coinvolgere gli utenti nei processi produttivi, generando in loro un senso di appartenenza. È la strada da percorrere per creare una community fidata, affezionata e leale.
Inoltre, puoi anche:
- promuovere prodotti e/o servizi specifici con campagne ad hoc, raggiungendo segmenti ben definiti in base a criteri come età, interessi, posizione geografica e comportamento d’acquisto;
- ottenere feedback e dati per misurare con precisione le tue performance, il ROI e i KPI;
- profilare il tuo pubblico;
- gestire la tua reputazione, intervenendo nelle discussioni degli user e dimostrando apertura e propensione all’ascolto.
Come cambia la comunicazione sui vari social media
Proprio come non puoi dedicare la stessa canzone a partner diversi – e se l’hai fatto, tanti auguri -, non puoi usare lo stesso stile di comunicazione su social media diversi. Ogni canale, infatti, ha caratteristiche proprie che richiedono modalità e toni ben precisi. Vediamo qualche esempio.
Facebook è il Neil Diamond dei social: può sembrare antiquato, ma conta quasi tre miliardi di fan (utenti attivi) in tutto il mondo. Lanciato nel 2004, ha un target di età mediamente avanzata – secondo le statistiche, tra i 45 e i 60 anni. Puoi usarlo per le comunicazioni più immediate, come offerte speciali e promozioni. No a: meme complessi, slang della Gen-Z. Sì a: gattini (tanti), messaggi semplici e diretti.
Proprio come Ryan Atwood, Instagram può essere chiunque tu vuoi che lui sia. È cool, ma anche serio e professionale. È quello che piace a tua sorella adolescente, ma anche al tuo dentista. Nato come spazio per la condivisione di contenuti visivi, è perfetto per affermare le proprie competenze in modo immediato con informazioni, consigli e testimonianze in formato video o foto. Sì a: immagini in HD, toni colloquiali, contenuti brevi e concisi. No a: foto sgranate, voiceover robotici, frasi firmate Nelson Mandela ma mai pronunciate da Nelson Mandela.
TikTok
TikTok è per la comunicazione sui social media ciò che il Coachella Festival è per la musica: un posto eccentrico, dinamico, informale, creativo e coinvolgente. Focalizzato sui video, è perlopiù frequentato da giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni. I suoi contenuti devono essere freschi e catturare subito l’attenzione: una buona strategia per acquisire visibilità è partecipare a challenge e trend virali. Sì a: linguaggio informale, atteggiamenti scherzosi, musica e suoni di tendenza. No a: clip troppo lunghe e promozionali, hashtag casuali.
Per finire, LinkedIn è il nostro principe William: serioso, ben vestito e di sangue (logo) blu. È il social più adatto per la comunicazione B2B, e puoi usarlo per posizionarti come leader del tuo settore. I post devono essere tecnici, specifici e altamente informativi, in modo da incuriosire le realtà più consolidate. Sì a: linguaggio mediamente formale e settoriale, condivisione di dati numerici e analisi. No a: spam e messaggi di vendita, contenuti troppo personali.
Comunicazione sui social media: storie di successo
Alcuni brand hanno fatto della comunicazione sui social media un vero e proprio marchio di fabbrica, distinguendosi per lo stile innovativo e strategico dei contenuti. È, ad esempio, il caso di Wendy’s, catena di fast food americana celebre per le risposti ironiche e taglienti ai competitor e ai fan su Twitter (X). Un esempio? A un tweet di McDonald’s che recitava:
«oggi abbiamo annunciato che, entro la metà del 2018, tutti i Quarter Pounder della maggior parte dei nostri ristoranti saranno cucinati con carne fresca»,
Wendy’s ha risposto:
«quindi continuerete a usare carne congelata nella MAGGIOR PARTE degli hamburger in TUTTI i vostri ristoranti? Chiedo per un amico».
Similmente e diversamente insieme, GoPro ha incentrato la sua strategia di marketing sugli user generated content. In pratica funziona così: gli utenti in possesso di una camera GoPro postano video e immagini su Instagram, GoPro li ripubblica sul suo profilo. Questa pratica offre diversi vantaggi:
- in primo luogo, riduce gli sforzi legati alla produzione – non devo creare contenuti, perché qualcun altro lo fa per me;
- poi, mantiene altissimo il coinvolgimento del pubblico – se so che un’azienda con milioni di follower potrebbe condividere i miei scatti, sono più propenso a postare;
- infine, genera fiducia – le foto e i video di altri utenti sono come recensioni.
Ulteriore maestro della comunicazione sui social media, Netflix sfrutta le immagini di film e serie TV disponibili sulla piattaforma per generare meme divertenti e virali. Suscitando il riso e l’immedesimazione degli spettatori, crea connessioni emotive e instaura rapporti basati sul dialogo, l’umorismo e la comprensione reciproca.
Il futuro della comunicazione sui social media
Come tutte le cose vive, la comunicazione sui social media si evolve continuamente. In questo momento, la diffusione di TikTok e l’inserimento dell’area Reels su Instagram e Shorts su Youtube fanno sì che a dominare la scena siano i video brevi. Ma le tendenze potrebbero cambiare in qualsiasi momento – e restare al passo è fondamentale.
Quindi, come fare? Forse siamo di parte (sicuramente lo siamo), ma crediamo che la soluzione più efficace sia affidarsi a chi ha studiato e studia ogni giorno il funzionamento degli algoritmi, dei trend, dei canali. In altre parole: professionisti. E noi abbiamo i migliori: i nostri social media manager e marketer digitali sono giovani, curiosi e pieni di idee all’avanguardia. Aspettano solo te.
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