Pubblicità su Instagram: AD, gifted by, supplied by e altre diciture che (forse) stai usando male

A sinistra c'è la scritta "Pubblicità su Instagram: AD, gifted by, supplied by e altre diciture che (forse) stai usando male". A destra c'è uno Smartphone con l'icona di Instagram e le scritte AD, gifted by e supplied by

Scorrere il feed di Instagram oggi significa immergersi in un flusso continuo di contenuti in cui la distinzione tra intrattenimento e promozione è sempre più sottile. Per le aziende, siano esse B2C o strutturate nel B2B, fare pubblicità su Instagram non è più una semplice opzione, ma un asset strategico fondamentale per intercettare il proprio target, generare contatti e aumentare il fatturato 🎯

Tuttavia, quando si parla di advertising su questa piattaforma, si tende spesso a pensare esclusivamente alle classiche campagne sponsorizzate. La realtà è molto più ampia: gran parte della visibilità odierna, infatti, passa attraverso le collaborazioni con i content creator e le attività di Digital PR.

È proprio in questo campo che sorge il problema. Quante volte ti è capitato di vedere post o storie con hashtag confusi, nascosti in mezzo a decine di altre parole o usati a sproposito? L’utilizzo errato di espressioni come #AD, #GiftedBy o #SuppliedBy non è solo una questione di forma, ma un vero e proprio rischio legale e reputazionale.

In questo articolo faremo chiarezza su come gestire correttamente la tua comunicazione promozionale, proteggendo l’autorevolezza del tuo brand e imparando le regole essenziali per non sbagliare 🏆

Pubblicità su Instagram: come funziona e perché la trasparenza è tutto

Oggi il concetto di inserzione viaggia su due binari paralleli ma profondamente interconnessi:

  1. l’advertising classico (Meta Ads), ovvero le campagne a pagamento impostate tramite il Business Manager di Meta. L’azienda investe un budget direttamente sulla piattaforma per mostrare i propri annunci (reel, caroselli, lead ads) a un pubblico altamente profilato;
  2. l’Influencer Marketing e le PR: l’ecosistema in cui il brand sfrutta l’audience e l’autorevolezza di un creator o di un professionista del settore per dare visibilità ai propri prodotti o servizi.

Nella prima categoria di pubblicità su Instagram l’etichetta “Sponsorizzato” viene applicata automaticamente dall’algoritmo in cima al post. Nel secondo caso, invece, la responsabilità di essere chiari ricade sia sul creator che sull’azienda partner.

Perché la trasparenza deve essere il pilastro delle tue campagne?

Semplice: per tutelare il consumatore e preservare la Brand Safety (la sicurezza e l’integrità del tuo marchio). L’utente ha il diritto di capire immediatamente se il contenuto di cui sta fruendo è frutto di una genuina opinione spontanea o se è influenzato da un accordo commerciale.

Negli ultimi anni, le normative sono diventate molto più rigide. L’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP), attraverso le linee guida della sua Digital Chart, e l’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) hanno stretto le maglie per combattere la cosiddetta pubblicità occulta sui social media. Non dichiarare una collaborazione in modo evidente ed inequivocabile espone la tua azienda a due grandi pericoli:

  • sanzioni economiche: le multe per pratiche commerciali scorrette e pubblicità occulta possono raggiungere cifre elevate;
  • danni reputazionali: la fiducia è la moneta più preziosa che hai online. Scoprire che una recensione apparentemente disinteressata era in realtà pagata (o incentivata) mina la credibilità del brand, rischiando di allontanare potenziali lead e clienti acquisiti.

Ecco perché istruire chi collabora con te e essere trasparenti è il primo passo per capire come fare pubblicità su Instagram in modo etico, legale e, sul lungo termine, molto più redditizio.

AD, Gifted by, Supplied by: il glossario per non sbagliare

Quando si imposta una campagna di Influencer Marketing o si fa attività di Digital PR, l’errore più comune da parte delle aziende è delegare totalmente al creator la scelta delle diciture da utilizzare. In realtà, il brand è co-responsabile della comunicazione: è tuo compito fornire un brief chiaro che indichi esattamente quali hashtag o strumenti utilizzare in base alla natura dell’accordo.

La regola d’oro stabilita dalla Digital Chart dell’IAP è che l’intento promozionale deve essere immediatamente riconoscibile. Le diciture non devono essere nascoste in mezzo a decine di altri hashtag o alla fine di un testo lunghissimo, ma vanno inserite nei primi tre hashtag (meglio se all’inizio della caption) o sovraimpresse in modo leggibile nelle storie.

Ecco il glossario definitivo per capire quale etichetta esigere nei contenuti che parlano del tuo brand.

Quando usare #AD, #Adv o #Sponsorizzato

Questi termini indicano la vera e propria pubblicità contrattualizzata. Devono essere impiegati in tutti i casi in cui esiste un accordo commerciale vincolante tra l’azienda e il content creator.

Nello specifico, vanno usate quando:

  • c’è un compenso economico in cambio della pubblicazione del contenuto;
  • viene fornito un bene o un servizio di alto valore a fronte dell’obbligo (scritto o verbale) di pubblicare un tot di post, reel o storie;
  • viene fornito un codice sconto affiliato da cui il creator ricava una percentuale sulle vendite.

La best practice della pubblicità su Instagram: oltre agli hashtag (es. #Adv, #Pubblicità, #Sponsorizzato), la piattaforma mette a disposizione lo strumento nativo “Partnership retribuita con [Nome Brand]”. Utilizzare questo tag ufficiale è il metodo più sicuro, trasparente e professionale per dichiarare la collaborazione.

Il significato di #GiftedBy e quando inserirlo

L’hashtag #GiftedBy (o semplicemente #Gifted / #ProdottoFornitoDa) entra in gioco nelle classiche attività di Digital PR, come l’invio delle “PR box”.

Si utilizza quando la tua azienda invia gratuitamente un prodotto fisico a un influencer, sperando che questo lo mostri alla sua community, ma senza alcun obbligo contrattuale di pubblicazione. In questo scenario, il creator è libero di decidere se provare la merce, se parlarne bene, se criticarla o se non parlarne affatto. Se decide spontaneamente di creare un contenuto per mostrare l’omaggio, dovrà inserire #GiftedBy per far capire ai follower che l’articolo non è stato acquistato di tasca propria, ma non è stato nemmeno pagato per parlarne.

Cosa si intende per #SuppliedBy

La logica del #SuppliedBy (o #ServizioFornitoDa) è identica a quella del Gifted, ma si applica a servizi ed esperienze anziché a beni materiali.

È la dicitura corretta da impiegare quando l’azienda offre un servizio gratuito senza pretendere nulla in cambio (se non, sperabilmente, un po’ di sana visibilità organica). Alcuni esempi classici includono:

  • una cena offerta nel suo ristorante;
  • un soggiorno gratuito nella sua struttura alberghiera;
  • un trattamento estetico o una consulenza gratuita.

Al contrario, se è stato stipulato un contratto che obbliga alla pubblicazione in cambio del servizio, non si parlerà più di Supplied ma si ricade nella categoria #Adv.

#InvitedBy e i tag di supporto

Se la tua azienda organizza eventi, fiere, press day, inaugurazioni o lanci di prodotto, potresti decidere di invitare giornalisti, blogger e content creator.

Quando un ospite partecipa gratuitamente a un evento su invito del brand e decide di documentarlo sui social, l’espressione corretta da utilizzare è #InvitedBy (o #InvitatoDa). Serve a specificare che l’ingresso o la partecipazione sono stati offerti dall’azienda, mantenendo intatta la spontaneità del racconto del creator.

Come fare pubblicità su Instagram a pagamento: strumenti e formati

Dopo aver compreso l’importanza della trasparenza nelle collaborazioni, passiamo ad analizzare il lato puramente tecnico dell’advertising. Quando parliamo di come fare pubblicità su Instagram a pagamento, ci riferiamo alla possibilità di “spingere” i propri contenuti verso un pubblico specifico che ancora non ci segue, pagando direttamente la piattaforma.

Esistono due strade principali per farlo, ma attenzione: presentano differenze sostanziali.

Gli strumenti: “Metti in evidenza” vs Meta Ads Manager

Il tasto “Metti in evidenza” è la soluzione più semplice e immediata, attivabile direttamente dall’app di Instagram. È utile per ottenere una rapida spinta di visibilità su un post che sta già andando bene organicamente, ma ha limiti strutturali pesanti in termini di profilazione del pubblico e obiettivi di conversione.

Meta Ads Manager (Gestione Inserzioni) è il vero cuore pulsante per ogni professionista del digital marketing. Questo strumento permette di creare campagne strutturate, testare diverse creatività (A/B testing), scegliere obiettivi precisi (come la lead generation o la vendita diretta) e, soprattutto, definire un target granulare basato su interessi, comportamenti e dati demografici.

I formati: quali scegliere?

La scelta del formato dipende dall’obiettivo della tua campagna. Ecco alcuni dei principali esempi di pubblicità Instagram che riscuotono maggior successo oggi:

  • immagine singola: il formato classico. Perfetto per messaggi diretti, promozioni flash o per mostrare un prodotto iconico con un copy d’impatto;
  • carosello: ideale per lo storytelling o per scopi educativi (molto usato nel B2B). Permette all’utente di scorrere diverse schede (fino a 10), approfondendo le caratteristiche di un servizio o vedendo diversi prodotti di una collezione;
  • Stories Ads: formato verticale e immersivo a tutto schermo. È perfetto per creare un senso di urgenza (es. “offerta valida solo per oggi”) e per portare traffico diretto al sito web con un semplice swipe-up (o meglio, con l’adesivo “Link”);
  • Reels Ads: è il formato del momento. Sfrutta il linguaggio dei video brevi e dinamici per intercettare l’utente mentre scorre i vari contenuti del feed. È lo strumento migliore per aumentare la brand awareness e raggiungere un pubblico molto vasto con costi spesso più contenuti.

Scegliere il formato giusto non è solo una questione estetica, ma una decisione strategica: un carosello può essere la chiave per spiegare un servizio complesso di Lead Generation B2B, mentre un reel può essere l’ideale per mostrare il dietro le quinte del tuo brand e creare empatia. Metteremo in pratica le tecniche adatte in base ai tuoi obiettivi.

Campagne Instagram che convertono: fai crescere il tuo business con Groweb

Saper distinguere un #Adv da un #GiftedBy ti mette al riparo da brutte sorprese legali e protegge l’immagine della tua azienda. Ma per trasformare la visibilità in un reale ritorno sull’investimento, la trasparenza è solo il punto di partenza.

Improvvisare con il tasto “Metti in evidenza” o lanciare campagne senza una struttura analitica alle spalle significa disperdere il proprio budget. Fare pubblicità su Instagram richiede uno studio approfondito del target, la scelta dei formati più adatti al tuo funnel di conversione, una gestione meticolosa delle metriche e una strategia di retargeting efficace per non farsi scappare i contatti più caldi.

Che tu stia operando nel mercato B2C o stia cercando tecniche avanzate per la Lead Generation nel B2B, l’approccio deve essere sartoriale. In Groweb, siamo specializzati proprio in questo: non ci limitiamo a darti visibilità, ma costruiamo ecosistemi di digital marketing pensati per generare risultati misurabili.

Non lasciare le tue campagne al caso. Affidati a un team di professionisti in grado di gestire i tuoi budget pubblicitari con competenza e orientamento al ROI. Contattaci per una consulenza e scopri come possiamo far crescere il tuo business insieme.

FAQ: chiariamo i dubbi più comuni sulla pubblicità su Instagram

Come fare pubblicità su Instagram gratis?

Sfatiamo un mito molto diffuso: la vera pubblicità è sempre a pagamento. Tuttavia, se intendi promuovere il tuo brand senza investire budget in campagne Meta o in Influencer Marketing, l’alternativa è lavorare sulla crescita organica. Questo significa sfruttare strategie come l’ottimizzazione SEO del profilo, la creazione costante di contenuti di valore (specialmente i reel, che hanno un’ottima portata organica), l’interazione con la community e l’incentivazione degli User Generated Content (UGC). Ricorda però che il “gratis” si ripaga con un investimento massiccio in termini di tempo, costanza e risorse creative interne.

Quali sono i rischi legali se non si usano le diciture AD e Gifted?

Omettere o nascondere questi termini configura il reato di pubblicità occulta. In Italia, le autorità di vigilanza come l’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) sono diventate estremamente severe al riguardo. Oltre a incorrere in ingenti sanzioni pecuniarie, il danno reputazionale costituisce un rischio significativo. Perdere la fiducia della propria community e dei potenziali clienti è, infatti, un duro colpo.

Si possono mixare le Ads di Meta con l’Influencer Marketing?

Assolutamente sì, ed è una delle strategie più performanti in assoluto. Instagram mette a disposizione le Partnership Ads (precedentemente note come Branded Content Ads). Questo strumento permette alla tua azienda di prendere un post o un reel creato organicamente da un influencer (con dicitura di trasparenza corretta) e sponsorizzarlo investendo il tuo budget tramite il Meta Ads Manager. In questo modo unisci l’autenticità e la riprova sociale del creator con la potenza di profilazione millimetrica del Business Manager.