
continueresti a leggerlo? Lo reputeresti affidabile, professionale?
Si dice spesso che l’abito non faccia il monaco. Beh, la regola non vale per i caratteri tipografici. Il valore percepito di qualsiasi contenuto scritto, digitale e non, è infatti sensibilmente influenzato dall’estetica delle lettere, degli spazi, dell’interlinea.
Immagina di sfogliare un giornale stampato interamente in Comic Sans. Lo citeresti come fonte autorevole in un elaborato o durante una conversazione? Crederesti senza remore a ciò che riporta? Oppure, a prescindere dalla validità delle informazioni, saresti scetticə nella consultazione?
Ecco. I font fanno così: pur restando in silenzio, comunicano potentemente, intensamente. Possiamo dimostrarlo – concedici dieci minuti…
Classificazione dei font
Il sorprendente universo della tipografia distingue diverse famiglie di caratteri, ciascuna delle quali presenta caratteristiche peculiari. Vediamo insieme quali sono le principali.
Font serif
I font serif si riconoscono per la presenza di “grazie”: piccoli tratti ricurvi aggiunti alle estremità delle lettere.
Sono tradizionalmente usati nei dizionari, nelle enciclopedie e nei quotidiani stampati, e si adattano perfettamente ai settori dell’editoria, del diritto e/o accademici poiché, guidando l’occhio lungo la riga, agevolano la lettura su carta di testi anche molto lunghi. Trasmettono autorevolezza, storicità e formalità.

Font sans serif
I sans serif (letteralmente: “senza grazie”) presentano design più geometrici ed essenziali. Altamente leggibili su schermi di smartphone, PC e tablet, sono oggi considerati lo standard nel settore digitale.
La loro estetica neutra e contemporanea trasmette avanguardia, progresso e accessibilità rivelandosi, quindi, ideale per prodotti tecnologici, siti web e applicazioni mobile.

Font calligrafici
I caratteri calligrafici, o script, imitano la scrittura a mano – sia elegante sia informale. Sono perfetti per evidenziare l’artigianalità e dei prodotti, poiché hanno una forte componente di personalità e umanità. È, tuttavia, bene usarli con parsimonia e solo su brevi porzioni di testo, data la scarsa leggibilità.
Un esempio applicativo è la capsule collection creata da Balenciaga per San Valentino 2024, che includeva capi decorati con frasi e poesie in font calligrafici (ne abbiamo parlato qui).

Font decorativi
Pensati per enfatizzare titoli, poster e confezioni, i font decorativi catturano l’attenzione con forme eccentriche ed estreme. Sono utili per costruire brand identity distintive e stimolare la curiosità dei consumatori, ma decisamente inadatti ai testi lunghi – per ovvi motivi.

Font monospaced
Se i monospaziati fossero persone, sarebbero ingegneri. In pratica, sono i nerd della tipografia. Originariamente ideati per le macchine da scrivere, sono ottimali per attività tecniche che richiedano ordine, logicità e layout tabellari – ad esempio, i tag HTML sono in monospaced. La loro caratteristica distintiva è quella di assegnare lo stesso spazio orizzontale a qualsiasi lettera, indipendentemente dalla sua forma. Chessignifica? Detta facile facile, che una “i” in monospaced occuperà lo stesso spazio di una “a”, una “q” o una “e”.

Case studies
Okay, teoria splendida. Ma qualcuno se la ca*a davvero? Forse ti sorprenderà (miscredente 😠), ma sì. Lo fanno praticamente tutti. Tipo…
NY Times
Da oltre vent’anni (precisamente dal 2003) il New York Times stampa i giornali in NYT Cheltenham, un font di sua proprietà e variante del classico Cheltenham. Serif con grazie particolarmente marcate, elegante e compatto, riflette l’identità storica della testata e ne rafforza il tono editoriale serio e affidabile. Inoltre, agevola la gestione di grandi quantità di testo senza sacrificare la leggibilità.

Airbnb
Nel 2018, Airbnb ha commissionato alla fonderia Dalton Maag un carattere tipografico custom: l’Airbnb Cereal, un sans serif geometrico le cui forme sinuose richiamano il logo della società.
Il team scelto per questo progetto ha fronteggiato una sfida tutt’altro che semplice: la soluzione, infatti, doveva essere leggibile (altamente!) tanto sui dispositivi elettronici quanto su supporti fisici come volantini e cartelloni pubblicitari 👉🏽 fun fact: Alex Schleifer, Art Director di Airbnb, ha raccontato che il motto dell’opera era «dal tabellone al bottone».
Tondeggiante e giocoso, il Cereal ha sostituito il precedente Circular, più rigido e impersonale, con l’obiettivo di comunicare maggiore apertura, semplicità e ospitalità.

Coca-Cola
Il font dell’iconico logo di Coca-Cola è impresso nella mente di chiunque (o quasi). È uno script fluido ispirato allo stile calligrafico Spencerian, popolare negli Stati Uniti nel XIX secolo (sì: anche la scrittura a mano segue dei trend).
Divenuto ormai parte integrante della brand identity, il carattere presenta curve morbide e continue che trasmettono artigianalità, calore e convivialità, suscitando emozioni e stimolando la memoria affettiva dei consumatori.

Come scegliere il font giusto per il tuo brand?
A questo punto, è il momento della domandona: come scegliere il font giusto per il tuo brand?
I fattori da considerare sono diversi:
- il target – quanti anni ha il tuo pubblico? Di cosa si occupa? Cosa gli piace? Dove vive? È prevalentemente maschile o femminile?
- il contesto – dove scrivi di più? Online? Su fogli stampati? Su entrambi? I tuoi testi sono lunghi? Corti? Di lunghezza variabile?
- la leggibilità – il carattere che ti piace appesantisce la lettura? O la supporta?
E taaaaaaante altre cose – che possiamo fare noi per te.

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