Preferiresti sentirti dire: “wooow che bella la tua landing” oppure “ci sono 10 preventivi da mandare in giornata”? Non c’è bisogno che tu risponda, sappiamo entrambi qual è la verità 🤑
Ricevere complimenti è bellissimo, per carità, ma gli apprezzamenti non aiutano a pagare le fatture, né tantomeno a far rientrare gli investimenti in advertising. Nel B2B, una landing page per campagne in grado di generare contatti deve essere prima di tutto funzionale.
Certo, anche l’occhio vuole la sua parte, ma non sempre bello è sinonimo di efficace. È infatti importante non confondere la pagina d’atterraggio con una mostra d’arte moderna: se un utente rimane folgorato dalla sua bellezza, ma non capisce cosa fai o come puoi aiutarlo, hai appena perso un potenziale cliente.
In questo articolo spiegheremo come strutturare una landing capace di generare preventivi restando, perché no?, anche piacevole agli occhi ✨
Cos’è una landing page e a cosa serve nel B2B
Una landing page (letteralmente “pagina di atterraggio”) è una pagina web creata con l’obiettivo di convertire il traffico in contatti commerciali (lead). Visto che nel B2B i cicli di vendita sono lunghi e complessi, deve portare l’utente a compiere quel micro-passo necessario per avviare la trattativa commerciale. Le opzioni cambiano in base allo scopo: richiedere un preventivo, fissare una call conoscitiva, scaricare un white paper tecnico…
Che differenza c’è tra un sito web e una landing page per campagne?
Se hai già un sito aziendale, potresti pensare: “Perché devo creare un’altra pagina? Posso mandare il traffico sulla home o su una pagina servizi”. La risposta è: per evitare distrazione.
Il sito web è come la brochure della tua azienda. C’è un menù ricco di voci, perfetto per chi vuole esplorare il brand. Ma se porti lì un utente che ha appena cliccato su un annuncio specifico, finirà per perdersi tra decine di link e uscirà senza lasciarti alcun contatto.
La landing page per campagne, invece, è progettata per avere:
- distrazioni ridotte: non c’è il menù di navigazione e non ci sono link in uscita verso altre pagine;
- messaggio focalizzato: si parla solo del servizio o dell’offerta promossa nell’annuncio appena cliccato;
- un solo obiettivo di conversione: l’utente può o compilare il form per essere ricontattato, oppure chiudere la pagina… ma il nostro obiettivo è che ciò non accada.
Prima del design: target, offerta e intenzione dell’utente
Ancora prima di aprire Figma o il CMS con cui creare la landing page per campagne, occorre definire la strategia avendo ben chiari questi tre pilastri:
- target (a chi ti stai rivolgendo?): nel B2B, parlare a un CEO è molto diverso rispetto a parlare a un responsabile IT. Se scrivi un testo generico per cercare di piacere a tutti, non convincerai in realtà nessuno;
- offerta (cosa dai in cambio dei loro dati?): il classico form con “Contattaci per maggiori informazioni” ha ormai poca efficacia. Serve un attacco specifico che prometta di risolvere un problema reale in modo chiaro;
- intenzione di ricerca (cosa sta cercando l’utente a cui ti rivolgi?): capire in quale fase di consapevolezza si trova l’utente serve per stabilire quanto lungo, rassicurante e dettagliato dovrà essere il copy della pagina.
Una volta definiti, potrai passare allo step successivo: costruire l’architettura della pagina.
Gli elementi di una landing page B2B efficace
Una pagina che converte segue un percorso logico progettato per accompagnare l’utente verso la decisione. Affinché questo accada, ci sono alcuni elementi chiave che non possono mancare.
Value proposition chiara e specifica
Hai circa tre secondi per convincere chi atterra sulla landing page per campagne a non cliccare sulla “X” in alto a destra. L’esito della partita si gioca perciò quasi esclusivamente nella sezione hero (la primissima schermata visibile senza scorrere).
La tua promessa di valore (value proposition) deve rispondere in modo fulmineo alla domanda: cosa ci guadagno? I classici “Siamo leader di settore” o “Offriamo soluzioni a 360 gradi” non dicono nulla, occorre usare copy diretti e orientati al beneficio reale che porti al cliente.
Form di contatto ottimizzato
Il modulo di contatto è il tuo traguardo. Eppure, quante volte vediamo form B2B con dodici campi obbligatori che chiedono persino il fax e il nome del primo animale domestico?
Ricordiamo sempre che l’attrito è il nemico numero uno delle conversioni. Chiedi solo le informazioni necessarie per qualificare il contatto (es. nome, email aziendale, ruolo…). Se non sai come fare, puoi leggere il nostro articolo sul neuromarketing applicato al form contatti 😏
Riprova sociale e segnali di fiducia
Nel mercato B2B lo scetticismo, purtroppo, è spesso alto. Raramente un responsabile acquisti affiderà un budget a un’azienda senza prima cercare delle rassicurazioni tangibili. Ecco perché la riprova sociale (social proof) è fondamentale.
Inserisci i loghi delle aziende con cui hai lavorato, dei brevi case study con numeri reali o le recensioni dei clienti con nome, cognome, ruolo aziendale e, se possibile, la foto.
Gerarchia visiva e leggibilità
Torniamo al concetto iniziale: il design deve essere funzionale, prendere per mano l’utente e guidare il suo occhio esattamente dove vuoi tu.
Come si fa? Usando spazi bianchi per far “respirare” il testo evitando muri di parole o creando contrasti cromatici per far risaltare il bottone della CTA. La regola è: se un elemento non aiuta a comprendere il messaggio o non spinge verso la conversione, va eliminato.
Landing page per campagne: a ogni canale la sua pagina di atterraggio
Ti proponiamo due scenari:
- un utente cerca attivamente su Google un fornitore per la sua azienda.
- un utente sta scrollando il feed di LinkedIn per leggere le ultime notizie di settore e viene intercettato da una tua sponsorizzata.
Secondo te, queste due persone hanno lo stesso livello di attenzione e lo stesso stato d’animo? Ovviamente no. Per questo, a ogni canale serve il suo approccio e una pagina d’atterraggio dedicata.
Landing page per campagne Google Ads
Chi arriva da Google Ads esprime una domanda consapevole. Ha un problema specifico in un preciso momento, ha aperto il motore di ricerca, digitato una parola chiave e vuole una soluzione immediata.
La pagina di atterraggio per Google deve mostrare subito la risposta esatta alla ricerca dell’utente, mettere in evidenza dati, specifiche tecniche, modalità del servizio o tempi di esecuzione e presentare un form ben visibile.
Landing page per campagne Meta
Su Facebook e Instagram la domanda è invece latente. L’utente sta scrollando in un momento di svago quando arriva la tua sponsorizzata a “interromperlo”.
La landing page deve quindi fare un lavoro più empatico. Innanzitutto deve catturare l’attenzione visiva e riaccendere quel bisogno che l’utente ha, ma a cui non sta pensando. Entra poi in gioco un copy persuasivo, focalizzato sui benefici reali e sui problemi che il servizio risolve, insieme a elementi di riprova sociale utili a rassicurarlo e a costruire fiducia.
Landing page per campagne LinkedIn Ads
LinkedIn è il social del B2B, di conseguenza, una pagina per LinkedIn Ads richiede un taglio più autorevole e orientato al business. Per questo il ToV deve essere professionale e affine al linguaggio dei decision maker.
Qui funziona offrire un contenuto di alto valore per qualificare il contatto (come un white paper tecnico, una ricerca di settore o un webinar) e mostrare una promessa di valore chiara in termini di ROI o di efficientamento dei processi aziendali.
Come ottimizzare una landing page per aumentare le richieste di preventivo
Creare la pagina e metterla online è solo l’inizio. Nel performance marketing, la vera differenza la fa l’ottimizzazione (o CRO, Conversion Rate Optimization).
Ecco come procedere:
- fai A/B test: modifica una variabile alla volta (come il titolo principale, il testo della CTA o l’immagine in evidenza) e indirizza metà del traffico sulla versione originale e l’altra metà sulla variante, per misurare quale converte meglio;
- analizza le mappe di calore: strumenti come Hotjar o Microsoft Clarity permettono di vedere dove gli utenti cliccano, fino a che punto della pagina scorrono e dove, invece, si bloccano e abbandonano la navigazione;
- controlla la velocità di caricamento: nel B2B il tempo è denaro. Se la tua landing page per campagne ci mette più di tre secondi a caricarsi, aumenta il rischio che una parte degli utenti abbandoni la pagina prima ancora di leggere la promessa di valore.
Costruire e ottimizzare una landing page per campagne richiede un mix di strategia, copy persuasivo, design e analisi dei dati. Ed è qui che entra in gioco il team di Groweb 😏 Non ci limitiamo a fare “siti belli”, ma sviluppiamo e ottimizziamo landing page per acquisire nuovi clienti in target. Contattaci e raccontaci i tuoi obiettivi! Trasformeremo le tue pagine da incomprensibili mostre d’arte moderna a opere di architettura: bellissime da vedere, ma che conducono l’utente alla richiesta di preventivo 🚀
Domande frequenti sulle landing page per campagne B2B
Quanto dovrebbe essere lunga una landing page B2B?
Non esiste una lunghezza standard, tutto dipende dalla complessità del tuo servizio e dal “calore” del traffico. Se vendi un software gestionale complesso a un pubblico ancora poco consapevole (es. Meta Ads), avrai bisogno di una pagina più lunga e ricca di informazioni per abbattere le naturali obiezioni. Se offri un servizio immediato a chi ti sta cercando attivamente (es. Google Ads), meglio una pagina più corta, essenziale e dritta al sodo.
Qual è un buon tasso di conversione (Conversion Rate) per il B2B?
Dipende da cosa stai offrendo, dal canale e dal livello di consapevolezza dell’utente. Un contenuto gratuito può ottenere tassi più alti rispetto a una richiesta di preventivo, mentre una conversione high-ticket tende ad avere percentuali più basse ma lead più qualificati. Più che inseguire un benchmark universale, conviene misurare il dato di partenza e lavorare per migliorarlo nel tempo.
Le landing page per campagne vanno ottimizzate SEO?
Non necessariamente. Una landing page nata per campagne a pagamento non deve per forza essere costruita per posizionarsi su Google, perché il suo obiettivo principale è convertire traffico proveniente dagli annunci. Tuttavia, deve comunque rispettare buone pratiche tecniche: caricamento veloce, struttura chiara, mobile experience curata, meta tag coerenti e tracciamenti corretti. Se invece vuoi usarla anche per traffico organico, allora va progettata anche in ottica SEO.
Posso usare una singola landing page per promuovere più servizi insieme?
Meglio evitarlo, nella maggior parte dei casi. La regola d’oro è: una pagina, un obiettivo, un target. Se promuovi servizi diversi con promesse diverse, rischi di creare confusione. Se invece i servizi fanno parte della stessa soluzione e rispondono allo stesso bisogno, possono convivere nella stessa landing, purché il messaggio resti chiaro.
È davvero necessario ottimizzare la landing page per smartphone nel B2B?
Assolutamente sì. C’è il falso mito che gli acquisti aziendali si facciano dal computer dell’ufficio. In realtà, la fase di scoperta avviene spesso da mobile, magari mentre l’utente è in viaggio o in pausa, mentre la compilazione del form può avvenire da desktop.

