Email marketing: utilità e best-practice

Email marketing: utilità e best-practice

Pensi che le newsletter siano una cosa da boomer? Allora questo articolo è per te: se al termine della lettura non avrai cambiato idea, ti offriamo un caffè. Promesso.

Oggi più che mai, l’email marketing è uno strumento incredibilmente vantaggioso. In primo luogo, consente di comunicare in modo diretto con clienti e prospect. È un canale esclusivo, di proprietà dell’azienda. La trasmissione dei messaggi non è influenzata da alcun algoritmo. Inoltre, offre un alto ritorno sugli investimenti e, soprattutto, piace. Piace moltissimo. Ricevere annunci, aggiornamenti e consigli da un brand spinge i consumatori ad affezionarsi, a fidarsi. Li fa sentire parte di una community.

Naturalmente, ogni newsletter è diversa. Ne esistono varie tipologie: educative, informative, promozionali e via dicendo. Scegliere quella giusta è fondamentale per il raggiungimento dei propri obiettivi: ma come si fa? Scopriamolo insieme.

DEM o newsletter?

Supponiamo che tu voglia lanciare un nuovo prodotto. Vuoi informare i clienti, attirare la loro attenzione. Magari, vuoi stuzzicarli con una promo esclusiva. Bene: in questo caso, la DEM è quello che fa per te.

Il termine DEM sta per Direct Email Marketing e indica una strategia basata sull’invio di messaggi commerciali. Il principale obiettivo della DEM è quello di stimolare una reazione immediata nei destinatari, come l’acquisto di un prodotto o l’iscrizione a un evento. Si concentra su offerte o eventi specifici e richiede una segmentazione accurata del pubblico: ogni utente deve ricevere un messaggio personalizzato e altamente rilevante. Il testo deve essere breve e conciso, in modo da evidenziare i punti salienti e favorire la massimizzazione delle conversioni.

Diversamente, la newsletter ha lo scopo di nutrire il rapporto tra l’azienda e i consumatori. Prevede contenuti informativi e/o educativi riguardo alle attività, ai retroscena quotidiani e alle iniziative del brand, e può rimandare a eventuali approfondimenti sul blog aziendale. Talvolta include materiali extra come e-book, file PDF e video studiati ad hoc per aumentare la brand awareness e fidelizzare i clienti.

Design delle email

La presentazione estetica gioca un ruolo fondamentale. Lo sai già: nel mondo del marketing, l’abito fa il monaco – eccome se lo fa! Se le parole che stai leggendo fossero di colore fucsia, se lo sfondo fosse nero e il font confuso, se facessi fatica a distinguere i titoli dai paragrafi, saresti ancora qui? Ti fideresti di ciò che c’è scritto?

Le email per il marketing funzionano allo stesso modo. Devono avere un design chiaro, logico e ordinato. Devono catturare l’attenzione, favorire la leggibilità, includere call to action strategiche ed essere mobile-friendly.

Essenziali e semplici da scorrere su smartphone, i layout a colonna singola sono perfetti per le DEM, ma rischiano di risultare dispersivi per le newsletter con un testo molto lungo. In alternativa, quelli a due colonne consentono di compattare le informazioni in modo organizzato. In ogni caso, è preferibile una tipografia san-serif, ben comprensibile sugli schermi digitali. 

Per quanto riguarda i colori, è bene non esagerare: gli arcobaleni piacciono a tutti, ma c’è un motivo se il New York Times non è mai stato stampato su pagine verde fluo. Meglio prediligere tonalità neutre per il corpo e le intestazioni e usare una palette coerente con la brand identity per i bottoni.

Best practice per l’email marketing

Con un contenuto adeguato e un buon design siamo a metà dell’opera. Ci sono, tuttavia, ulteriori accorgimenti e best practice da considerare per ottimizzare il tasso di apertura, il coinvolgimento degli utenti e il ROI. Vediamone alcuni. 

Impostare correttamente l’oggetto

In qualità di primo elemento visto dal destinatario, l’oggetto di un’email deve incuriosire e attirare l’attenzione. È bene che sia breve (meglio se al di sotto dei 50 caratteri) e privo di parole che potrebbero attivare i filtri spam, come gratis o offerta. Inoltre, customizzarlo con il nome o il riferimento agli interessi dell’utente è molto efficace.

Predisporre un test A/B

Ampiamente utilizzato nel digital marketing, l’A/B testing prevede di creare due varianti di uno stesso elemento (che può essere il design dell’email, il testo, il colore delle CTA…) da inviare a due piccoli gruppi di destinatari. Misurando i KPI di entrambe le versioni si può stabilire qual è quella più performante, così da implementarla per il resto della lista.

Trovare la giusta frequenza

La programmazione del calendario editoriale deve essere ben ponderata. Ricevere troppe email potrebbe indisporre i destinatari e causare, di conseguenza, un aumento del tasso di disiscrizione. Similmente, riceverne troppo poche rischia di disperdere l’interesse del pubblico. Individuare la giusta frequenza di invio è fondamentale: per farlo, è necessario analizzare accuratamente il comportamento degli iscritti e i parametri del settore.

Creare automazioni

In alcuni casi, le email automatizzate possono contribuire a migliorare l’efficienza della campagna e il coinvolgimento. Ricevere un messaggio di benvenuto, di auguri o di reminder per un rinnovo o un carrello abbandonato trasmette l’interesse del brand nei confronti dell’utente, che si sentirà più invogliato a partecipare attivamente alla community.

Giunti al termine della nostra esplorazione, puoi dirci la verità: hai cambiato idea sulle email da boomer? Se la risposta è no… contattaci per il tuo caffè!