LinkedIn SEO copywriting: come scrivere contenuti che scalano la ricerca

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Confessiamo: siamo fan di LinkedIn. Non solo perché sembra essere l’unico social media a non stressarci con continui e improbabili aggiornamenti – trend in formato 5120×1080 che-poi-mi-spieghi-come-stracaspita-si-usa, storie nella griglia profilo, storie non più nella griglia profilo, modifiche nella targetizzazione delle inserzioni e vari altri riti satanici -, ma anche perché è oggettivamente fighissimo. Ci trovi dentro di tutto: persone, contenuti, competenze, soluzioni, aziende, servizi, idee.

In pratica, LinkedIn è un motore di ricerca potenziato. E, come ogni altro motore di ricerca, è sensibile alle ottimizzazioni SEO – abbiamo già introdotto la questione nell’articolo SEO su LinkedIn: perché ti serve una strategia?.

L’unica pecca? L’elevata concorrenza. Sono sempre più, infatti, i professionisti che scelgono di sfruttare le potenzialità della piattaforma per promuoversi. Se si vuole distinguersi tra la folla, è necessario scrivere in modo strategico: il SEO copywriting si rivela, quindi, uno strumento indispensabile.

Ma come si fa SEO copywriting su LinkedIn? Siamo qui per scoprirlo insieme.

Cosa si intende per LinkedIn SEO copywriting

Con la locuzione LinkedIn SEO copywriting si indica un insieme di tecniche di scrittura volte a ottimizzare i contenuti affinché siano facilmente trovabili attraverso la ricerca interna di LinkedIn. Tale modalità creativa si differenzia dalla scrittura standard, che punta unicamente a informare o intrattenere, poiché combina l’efficacia comunicativa con elementi strategici come la pertinenza semantica, l’intenzione dell’utente e il modo in cui la piattaforma interpreta e classifica i testi.

In pratica: se la scrittura standard si rivolge alle persone, il SEO copywriting si rivolge alle persone e all’algoritmo. Il suo obiettivo è rendere i post visibili e agevolmente rintracciabili – così da trasformarli in vere e proprie leve di business.

Come funziona la ricerca interna di LinkedIn

Per fare SEO copywriting su LinkedIn, bisogna innanzitutto comprendere il funzionamento della ricerca interna. Questa è un sistema organizzato: permette di filtrare persone, gruppi, aziende, eventi hashtag e contenuti. Ogni categoria ha logiche specifiche, ma tutte si basano su un unico principio fondamentale: la pertinenza. Quando si effettua una ricerca, i risultati vengono ordinati in base alla coerenza tra ciò che l’utente cerca e ciò che l’algoritmo ritiene correlato al tema.

Diversi fattori influenzano il posizionamento del contenuto. Il primo è, appunto, la pertinenza delle keyword nel testo: non conta (perlomeno, non tantissimo) quante volte le inserisci, ma quanto sono rilevanti rispetto al contesto. A seguire, c’è l’autorevolezza del profilo: LinkedIn dà più visibilità a chi pubblica con costanza e riceve interazioni qualificate. Gli engagement signal, come commenti, salvataggi, condivisioni e tempo di permanenza sul post, sono altri elementi chiave, perché segnalano all’algoritmo heyyyy questo contenuto piace, diffondilooooo.

Infine, entrano in gioco la qualità della scrittura, la frequenza di pubblicazione e la struttura del testo. Combinati insieme, tutti questi elementi determinano quanto e come un contenuto può scalare la ricerca.

Perché il SEO copywriting è ancora il core dell’indicizzazione su LinkedIn

Nonostante l’introduzione di nuovi formati – video, caroselli e newsletter -, il SEO copywriting rimane ancora il fondamento dell’indicizzazione su LinkedIn. Ciò accade perché l’algoritmo comprende e interpreta le parole molto meglio di quanto riesca a fare con i contenuti visuali. Un post scritto offre segnali semantici chiari, analizzabili e facilmente classificabili, mentre immagini e video richiedono interpretazione contestuale, che ad oggi è meno precisa.

Scrivere un contenuto ottimizzato permette inoltre di controllare in modo puntuale le keyword, la struttura e i concetti principali. Ogni frase è un’opportunità per trasmettere valore, creare connessione e indicare alla piattaforma di cosa stiamo parlando.

Per di più, il testo è il formato con cui, secondo le metriche, gli utenti interagiscono di più attraverso commenti e salvataggi – due elementi che influenzano notevolmente il ranking. In tal senso, il SEO copywriting si rivela non solo il core del posizionamento, ma anche la pratica più efficace per aumentare la propria visibilità organica su LinkedIn.

Fare SEO copywriting su LinkedIn: la guida completa

Scrivere un testo secondo i parametri del SEO copywriting non è facile. Bisogna lavorare con metodo: scegliere le parole giuste, usarle nei punti strategici, costruire una sintassi di agevole lettura e capace di mantenere alta l’attenzione dell’utente. 

Se ti è venuta voglia di cancellare il tuo profilo, aspetta! Ecco una breve guida firmata Groweb che ti aiuterà a scalare la ricerca. 

Ricerca keyword

Su LinkedIn, la keyword research parte da una semplice domanda: come mi cercherebbe il mio pubblico? Per rispondersi, il primo strumento utile è la barra di ricerca: quando inizi a digitare, la piattaforma ti mostra suggerimenti automatici basati sulle query più frequenti. Essi sono un’indicazione preziosa per capire quali parole chiave sono rilevanti nella tua nicchia.

Un’altra operazione utile è l’analisi dei competitor. Osservando cosa fanno gli altri, è possibile comprendere meglio quali temi emergono con maggiore frequenza o quali parole ricorrono nei post più performanti. Gli hashtag in trend offrono ulteriori spunti, soprattutto per l’identificazione delle keyword correlate.

A tutto ciò puoi affiancare l’uso di strumenti esterni come AnswerThePublic, Semrush o Google Trends, che offrono una panoramica più ampia sulle ricerche degli utenti. Tieni a mente che una buona keyword deve essere non solo molto cercata, ma anche coerente con la tua attività e con il search intent. Inoltre, valuta sempre la difficoltà: le scelte troppo generiche rischiano di disperdere il tuo contenuto, mentre quelle troppo specifiche possono ridurre le performance di visibilità. Il giusto equilibrio sta nelle opzioni mirate, pertinenti e con un volume di ricerca adeguato agli obiettivi.

Headline del post

La headline è la prima frase del post. È decisiva per due motivi: in primis, influisce sul ranking; inoltre, determina il click. È il primo elemento che l’algoritmo analizza e che l’utente legge, e deve perciò essere in grado di catturare l’attenzione entro pochi secondi. Una headline efficace è chiara, diretta e contiene almeno una keyword rilevante rispetto al contenuto. 

Per ottenere buoni risultati, puoi scegliere tra vari tipi di hook: domande che incuriosiscono, dati sorprendenti, affermazioni controintuitive, richiami a problemi comuni del pubblico (pain point) o mini-storie che introducono il tema. Il fine ultimo è invogliare l’utente a cliccare su vedi altro e proseguire la lettura, aumentando così il dwell time – segnale particolarmente apprezzato dall’algoritmo.

Corpo del testo

Il corpo del testo è il cuore del post. È qui che le tecniche di SEO copywriting prendono vita: bisogna distribuire le keyword in modo naturale, integrandole nella narrazione senza forzature, così da ottenere un risultato scorrevole che l’utente possa leggere con facilità. I paragrafi brevi, separati da righe vuote, agevolano la fruizione tramite mobile, che è il dispositivo più utilizzato per accedere a LinkedIn.

Lo storytelling rende il contenuto memorabile, migliora l’attenzione e aumenta il tempo di permanenza. Alternare esempi concreti, dati, insight ed elementi di racconto contribuisce a rafforzare il messaggio e guidare l’utente verso la conclusione.

La call to action finale è essenziale, poiché genera interazioni. Può essere esplicativa – scrivi nei commenti…, condividi la tua esperienza… – o implicita – mi interessa sapere cosa ne pensi -. Chiudere il testo con una buona CTA è, quindi, molto più che un dettaglio: un atto strategico.

Hashtag

Gli hashtag su LinkedIn servono non solo a classificare il contenuto, ma anche ad aumentarne la visibilità. Di nuovo, l’equilibrio è la chiave: un numero eccessivo crea confusione e disperde il messaggio, mentre un numero troppo basso limita l’esposizione. La quantità ideale varia, generalmente, tra i 3 e i 5 – sufficienti per segnalare il tema principale senza però disorientare.

In relazione alla scelta, è bene prediligere opzioni pertinenti alla propria nicchia ed evitare quelle troppo generiche, come #business o #marketing, che hanno volumi elevati ma scarsa qualità di visibilità. La posizione migliore è alla fine del post: non intacca la visibilità né l’ordine, e lascia il corpo principale libero da elementi che potrebbero interrompere il flusso di lettura.

Formattazione

Spesso sottovalutata, la formattazione ha in realtà grande impatto sia sulla UX del lettore sia sulle performance del post. LinkedIn è un ambiente veloce: gli utenti scorrono rapidamente il feed e si fermano solo se trovano qualcosa di semplice. Paragrafi brevi, bullet point, righe vuote e strutture ariose favoriscono lo skimming (lettura rapida).

Le emoji possono migliorare la leggibilità del testo – ma solo se inserite con moderazione e coerenza. Ricorda infine che l’algoritmo non è in grado di decodificare i caratteri speciali come grassetti o corsivi: utilizzandoli, rischi di ostacolare l’indicizzazione.

Errori da evitare nel LinkedIn SEO copywriting

Come osservato, il LinkedIn SEO copywriting richiede competenze specifiche, attenzione e metodo. Proprio per questo è facile commettere errori che ne compromettano l’efficacia! In particolare, tra i più comuni rientrano:

  • keyword stuffing, ovvero l’inserire troppe parole chiave, che rende il testo artificiale e poco leggibile;
  • uso di hashtag irrilevanti o eccessivamente generici, che indebolisce le performance di visibilità ed engagement;
  • impostazione toppo promozionale o commerciale, poco interessante per i fruitori della piattaforma;
  • mancanza di costanza e di attività di community building, che è un po’ come urlare a LinkedIn non mi interessa che il post sia diffuso!

Per finire, l’ultimo grande errore che dovresti evitare è… non affidarti a un team di professionisti – tipo noi. 😏

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